Svezia: sulle tracce di Pippi Calzelunghe

Il post che inaugura questo blog è un viaggio sulle tracce di Pippi Calzelunghe e sul mondo fantastico di Astrid Lindgren, l’autrice del libro di Pippi e di molti altri che abbiamo scoperto nel corso del lungo inverno preparatorio, prima di partire per la nostra avventura.

Antefatto: “Vacanze nell’isola dei gabbiani” è il romanzo di Astrid Lindgren che dà il titolo al blog. Questo libro mi è stato regalato dai miei genitori per l’onomastico nell’estate dei miei 8 anni ed è uno di quelli che mi ha cambiato la vita. Nel senso che mi ha aperto un mondo – meraviglioso – sulle vacanze avventurose, selvagge e libere di Ciorven, bambina cicciottella (com’ero io a quell’età) e del suo cagnone Nostromo (com’era il cane che avrei voluto). Ciorven ero io e l’isola dei gabbiani la mia idea di libertà.

Pippi è arrivata dopo, attraverso la televisione, e anche in quel caso l’identificazione è stata totale.

Molti anni più tardi quegli stessi libri li leggevo ai miei bambini, la sera prima di addormentarci.

Insieme abbiamo scoperto anche gli altri libri della Lindgren.

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Da qui l’idea di andare tutti insieme a vedere di persona quei luoghi mitici.

I preparativi: nel giro di qualche settimana prenotiamo online tutto: aereo, auto a noleggio, traghetto, alloggi e perfino qualche ingresso ai luoghi di culto.

L’itinerario di una settimana prevede tre grandi tappe: Vimmerby, l’isola di Gotland e naturalmente Stoccolma. Preparato ognuno il proprio trolley, un pomeriggio di giugno decolliamo alla volta di Skavsta, aeroporto low cost a sud di Stoccolma.

Sfoglia la nostra storia in anteprima

Prima tappa: il mondo di Astrid Lindgren

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Vimmerby, la prima tappa: cittadina natale della Lindgren e sede dell’Astrid Lindgrens Värld.
Arriviamo a Skavsta verso sera ma non ce ne accorgiamo perché il cielo è chiarissimo. Il sole, in questo periodo dell’anno, non tramonta mai: crepuscolo e alba si confondono senza soluzione. In autobus (numero 515) arriviamo a Nyköping, cittadina a una decina di chilometri dall’aeroporto, dove dormiamo la prima notte in un hotel della catena Scandic, caldamente consigliata dal web per il buon rapporto qualità/prezzo.
Prima sorpresa: la cena a buffet a base di renna, salmone, kottbullar e un’infinità di dolci è gratis per i bambini.
Seconda sorpresa: la colazione, abbondante e molto varia, è compresa nel prezzo della camera.
Terza sorpresa: in camera ci sono le pattumiere a spicchio per la raccolta differenziata. Ma questa, più che una sorpresa, è una piacevole conferma.

Tra i ricordi di quelle prime ore in Svezia, l’autista dell’autobus che con il cellulare chiama il nostro hotel per farsi dire a quale fermata depositarci; le pompe per bicicletta lungo le strade; il giovanotto alto e ciondolante come un orso che si offre di accompagnarci fin sulla porta dell’albergo senza dire una parola per tutto il tragitto, lui davanti e noi quattro dietro, in fila indiana.
La mattina dopo, di buon’ora, ritiriamo l’auto che ci viene consegnata con l’upgrade (che fa sempre piacere…) e partiamo alla volta di Vimmerby, 200 chilometri di autostrada che attraversano boschi, prati, laghi, casette rosse. Profumo di pino e… sì, di Ikea!
Scendo dall’auto sventolando i miei biglietti per l’Astrid Lindgrens Värld acquistati online con grande anticipo, temendo le folle vocianti e frenetiche che si accalcano alle biglietterie di Disneyworld, ma all’ingresso poche persone. Dentro, un mondo di sogno.

Il parco è organizzato a zone. La guida cartacea che ci viene fornita all’ingresso raccomanda di farsi guidare dai bambini nella scoperta dei vari luoghi. Una rapida scorsa al programma del giorno e corriamo a perdifiato verso Villa Villacolle, dove sta per iniziare lo spettacolo di Pippi coi pirati. Beh ne è valsa la pena! Ci sono tutti: Pippi, Tommy, Annika, il Capitano Calzelunghe, i pirati, il cavallo Zietto, il Signor Nilson la scimmietta… Recitano, cantano e ballano, tutto in svedese, ma non importa: abbiamo visto (e letto) questi episodi un sacco di volte e seguire la trama è facilissimo. Siamo molto emozionati, gli attori sono bravissimi e coinvolgono il pubblico in modo simpatico. Alla fine è possibile abbracciare Pippi “vera”, esplorare ogni angolo della villa, sdraiarsi nel letto della nostra eroina, salire sul cavallo (di legno) e sull’albero che dispensa limonate (ma solo nel telefilm!)…

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Poi via di corsa verso la fattoria di Emil, che proprio oggi apre i battenti. Chi si ricorda di Emil? Le avventure del ragazzino biondo nella fattoria di Katthult – fratello ideale di Pippi – furono trasmesse in tv alle fine degli anni Settanta ma, credo, non furono mai replicate. In ogni caso il luogo vale la visita. Anche qui c’è uno spettacolo con canti e balli e tutto è ricostruito nel più piccolo dettaglio: nella dispensa ci sono pani e salsicce, nella falegnameria decine di statuette di legno intagliate da Emil quando per punizione vi veniva rinchiuso dal papà, in cucina piatti e utensili della tradizione svedese del secolo scorso.

Trascorriamo tutto il giorno nel parco e incontriamo, nell’ordine: Rasmus e il vagabondo, i fratelli Cuordileone, Martina di Poggio di Giugno e Ronja la figlia del brigante.
Tutti personaggi che abbiamo conosciuto nei libri letti prima di partire.

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Il parco è ampio e offre molti posti per riposare, giocare, mangiare un boccone, acquistare un souvenir, perfino per trascorrere la notte.

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È un’ipotesi che abbiamo considerato. Si può scegliere tra campeggio o bungalow.
Alle fine optiamo per il Lanthotell Lidhem, appena fuori Vimmerby. E qui inizia la seconda parte dell’avventura.

Arrivarci senza navigatore o almeno Google Maps è un’impresa difficile: chilometri e chilometri attraverso boschi sempre più fitti e laghetti blu cobalto, in una natura incontaminata. Poi, dopo un tempo che sembra infinito, giungiamo in una radura dove scorgiamo l’hotel. Con gli occhi ancora pieni di Pippi &co. l’edificio ci sembra Villa Villacolle: stesse assi di legno giallo, stesso portico all’ingresso… È amore a prima vista!

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René, il proprietario, ci accoglie con cordialità e ci mostra la stanza, spaziosa e accogliente. Non abbiamo prenotato la cena ma, vista l’ora tarda (nonostante il sole, sono già le 21.00) ci propongono un delizioso piatto di salmone con verdure cotte e crude, dolce a base di panna e frutti di bosco. Ceniamo in una stanza luminosa, in stile gustaviano, in sottofondo – sorpresa! – le note di “Via con me” di Paolo Conte.
In fondo gli Svedesi sono così: schivi, riservati, ma estremamente gentili e capaci di stupirti con piccole attenzioni.

La nostra prima vera giornata svedese non poteva finire meglio.

Seconda tappa: l’isola di Gotland

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Si parte per l’isola di Gotland! La mattina ci alziamo presto, abbiamo il traghetto alle 11.00 e prima di raggiungere l’imbarco a Oskarshamn, distante un centinaio di chilometri, dobbiamo ancora: gustarci la colazione, che si conferma all’altezza del resto ed esplorare i dintorni.

Nel prato di fronte a casa i bambini hanno già avuto modo di provare il tappeto elastico.

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Ma è dietro casa che si nascondono le vere sorprese: un recinto con caprette, conigli e arnie, due casette sull’albero, un laghetto balneabile e alcune kickbike da noleggiare. Non sapete che cosa sono? Nemmeno noi prima di vedere questi strani monopattini con una gigantesca ruota davanti!

Ma la vera attrazione è la family bike, che subito proviamo.

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Purtroppo il tempo stringe e a malincuore salutiamo i nostri ospiti, mentre già sentiamo nostalgia per questo luogo magico.
Arriviamo a Oskarshamn, città natale dello scrittore Axel Munthe, in orario per salpare alla volta di Gotland.

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Rimarremo sull’isola per quattro giorni. I biglietti li abbiamo prenotati online e le pratiche d’imbarco sono rapide e – manco a dirlo – ordinatissime. La traversata dura circa 3 ore. Arriviamo a Visby nel primo pomeriggio abbastanza eccitati all’idea di entrare in possesso della nostra casetta, affittata su Airbnb.

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È una vecchia stalla del 18esimo secolo, all’interno delle mura della città, stupendamente ristrutturata nello stile gustaviano – che ormai amiamo – a sua volta racchiusa in una piccola corte di casette.

A piano terra abbiamo cucina, zona pranzo, bagno e camera matrimoniale; al piano superiore soggiorno e camera bimbi.

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Non apriamo nemmeno le valigie, mandiamo un messaggio entusiasta a Rolf, il nostro ospite che vive a Stoccolma, e partiamo alla scoperta di Visby, bellissima cittadina medievale patrimonio dell’UNESCO.

Il centro è circondato da una cinta muraria perfettamente conservata; al suo interno, strette viuzze, torri, archi e le rovine di numerose chiese, distrutte durante un’incursione degli abitanti di Lubecca nel XVI secolo e mai più ricostruite.

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Visby è anche il set privilegiato delle riprese della serie tv dedicata a Pippi Calzelunghe.

All’ufficio turistico troviamo una mappa che indica nel dettaglio tutti e 19 i luoghi di culto della monella dai capelli rossi, in città e all’isola.

Visby fu scelta per caso dal regista Olle Hellbom, che per trovare Villa Villacolle mise un annuncio sull’ “Expressen”. Nel giugno del 1968 iniziarono le riprese e molti furono gli abitanti dell’isola a essere coinvolti nella produzione.
La prima tappa del nostro percorso inizia proprio di fronte a casa nostra, nel giardinetto antistante le rovine della chiesa di St. Nikolai. Qui Pippi invita i bambini del villaggio alla sua festa di addio e qui la signorina Prusselius porta Tommy e Annika a giocare (punto 9 sulla mappa).

Ma ecco la mappa completa

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1. Klinttorget: in questa piazzetta Miss Prusselius discute con Pippi dell’opportunità che la bambina non viva più da sola a Villa Villacolle, ma si traferisca in un asilo per l’infanzia (e la risposta di Pippi la conosciamo bene!)

2. Övre Finnegränd: dove Pippi compra dolci per tutti i bambini del villaggio e siede sulla scalinata a suonare l’ocarina; a un certo punto arrivano i poliziotti Kling e Klang.

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3. Nygatan: dove si trova la farmacia in cui Pippi confeziona la medicina che guarisce tutti i mali

4. I gradini della Cattedrale di Sankta Maria: Pippi, Tommy e Annika scendono di corsa la scalinata della chiesa e Pippi dà una moneta d’oro ai furfanti Karlsson e Blom. I due ladri seguono Pippi per cercare di sottrargli la borsa con il denaro.

5. Kyrkberget: sul prato davanti alla chiesa Pippi, Tommy e Annika, con dei sacchi addosso perché i vestiti glieli ha mangiati una mucca, fanno un picnic e pensano a come raggranellare i soldi per comparsi nuovi abit

6. Norra Murgatan: il Capitano Calzelunghe è tornato nella cittadina per portare sua figlia con sé nei Mari del Sud; lungo questa strada Pippi cavalca con Tommy e Annika e racconta loro le meravigliose avventure che vivrà nella terra dei Kurredutti.

7. Östergravar/Brunnensporten: la porta che appare nella sigla con Pippi a cavallo

8. Norramurren/Nordenport: sono le mura che si vedono spesso quando Pippi è a cavallo con Tommy e Annika

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10. Sankt Göransporten: attraverso questa porta cittadina i due ladri Karlsson e Blom fuggono con il baule delle monete d’oro di Pippi; non sanno, i poverini, che Pippi e i suoi amici li stanno seguendo a bordo di una mongolfiera

11. Lågan och Kärringen: attraverso la Skansporten si giunge a un pratone dove Pippi, Tommy e Annika fanno un picnic accanto a due vecchi mulini.

12. Kneippbyn – Villa Villacolle: è un parco divertimenti poco distante da Visby.

A Kneippbyn abbiamo trascorso un pomeriggio ‘defatigante’ in cui i bambini si sono divertiti come matti a provare le numerose attività (su tutte: pista go kart, percoso avventura, simulazione deltaplano e cascate).

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L’attrazione numero uno però è la *vera* Villa Villacolle, trasportata fin qui dal set dei film di Pippi!

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Ovviamente la casa è visitabile in lungo e in largo e zeppa di memorabilia, come la coloratissima sciarpona di lana in cui la nostra beniamina si avvolgeva in inverno.

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A pianoterra c’è la cucina con tanto di cavallo Zietto che troneggia nella stanza; la camera da letto, con il *vero* letto e la *vera* coperta di Pippi da cui spuntano le famose scarpe giganti e – non ci credete! – sotto la coperta c’è proprio Pippi che ronfa!

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I bambini hanno un sussulto: chi c’è davvero lì sotto? Curiosi, sollevano la coperta. Un po’delusi, scoprono il pupazzo meccanico.

Da una scala si accede al piano di sopra… Ricordate la misteriosa soffitta zeppa di oggetti strani e misteriosi tra cui la sfera magica che indica a Pippi dove si trova il suo amato papà (“Taka-tukaaa“)? Ecco, qui si trova una specie di galleria (soft) degli orrori, con streghe, fantasmi, ragnatele, specchi deformanti e passaggi segreti.

I miei figli, che sono un po’fifoni, la trovano divertentissima, soprattutto lo scivolo che, nascosto da una tenda, permette di uscire all’esterno. Manco a dirlo, fanno e rifanno il percorso più e più volte fino a sfinirsi.

I giorni sull’isola trascorrono sereni e in totale relax, complice l’incredibile luce del sole che non tramonta mai. Alterniamo esplorazioni dell’isola a bighellonamenti senza meta attraverso le viuzze di Visby. Questa cittadina ha un fascino indescrivibile, la sensazione è quella di un luogo fuori dal tempo, dove ci si sente contemporaneamente a casa e lontanissimi da tutto.

Gita a(l) Fårö

Un’intera giornata la dedichiamo all’esplorazione di Fårö, isoletta selvaggia a nord di Gotland, divenuta famosa perché il regista Ingmar Bergman se ne innamorò e ci trascorse metà della sua vita, fino alla morte avvenuta nel 2007, a 89 anni. Qui girò alcuni dei suoi film piu noti: ‘Scene da un matrimonio’, ‘Come In Uno Specchio’, ‘Persona’, ‘La Vergogna’, ‘Passione’.

Nota per i curiosi: qui trovate come si pronuncia Fårö.

Arrivare sull’isola è semplicissimo: da Fårösund, all’estremo nord di Gotland, un traghetto gratuito parte ogni 20 minuti circa (in alta stagione) e la traversata dura 5 minuti.

Una volta sbarcati, la sensazione è quella di un abbraccio. Un luogo aspro e solitario, che accoglie e protegge allo stesso tempo.

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Dev’essere così che si sentì Bergman quando giunse sull’isola per la prima volta durante una tempesta nell’aprile del 1960. Queste le sue parole:

“Ever since my early childhood I have felt rootless wherever I’ve been. It is only since I came to Fårö that I have felt at home in the world.”

Anche di Fårö esiste una mappa dei luoghi bergmaniani, che si trova facilmente all’ufficio turistico di Visby. Noi ci limitiamo a visitare la tomba del regista che si trova nei pressi della chiesa.

Circumnavighiamo l’isola, deviando frequentemente dal percorso principale per fermarci a osservare da vicino le bellezze di Fårö.

Su tutte, i raukar, formazioni rocciose calcaree simili a faraglioni che spuntano un po’ dappertutto a Gotland ma che qui trovano la massima espressione.

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Davvero pittoresco anche Helgumannen, paesino di pescatori perfettamente conservato.

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Decidiamo di pranzare lungo la costa sabbiosa di Sudersand, all’aperto, da Farögården. Proprio nell’edificio scolastico a fianco del ristorante, ora ostello della gioventù, furono girate alcune scene del film di Bergman ‘La vergogna’. Sembra impossibile che un luogo così quieto e luminoso abbia potuto ispirare scene tanto cupe e tormentate.

Immersa in queste riflessioni, ordino un piatto di gamberi affumicati con tartine al burro salato, Luca e i bambini tre giganteschi hamburger ben guarniti. Per dolce, crêpes con panna e… zafferano per tutti. Da provare!

È ora di tornare a Gotland, sull’isola madre.
L’ultimo giorno lo dedichiamo ai Vichinghi, antichi padroni dell’isola.

I maggiori ritrovamenti archeologici di epoca vichinga provengono da Gotland, a testimonianza di come l’isola fosse il centro principale di quella civiltà. Anche per questo itinerario, l’efficientissimo ufficio turistico di Visby ha la sua brochure dettagliata.

Dovendo selezionare, scegliamo di vistare il Museo di Gotland e il villaggio di Tofta. Entrambe le esperienze sono molto interattive, in puro stile nordico. Mi emoziono di fronte alle pietre runiche istoriate con scritte e decorazioni elaborate di draghi e serpenti, perché mi riportano indietro di almeno 20 anni al corso di glottologia del temutissimo Prof. Restelli.

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La nostra avventura sull’isola finisce qui. Siamo pronti per l’ultima parte del viaggio: Stoccolma, here we come!

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Terza tappa: Stoccoloma

Lasciata l’auto sull’isola, ci imbarchiamo per Nynäshamn, una bella cittadina di mare piena di barche a vela, 60 km a sud della capitale.

Durante la traversata (3 ore di navigazione), passiamo in mezzo a fiordi verdissimi punteggiati di meravigliose casette rosse, molte con porticciolo privato e barchetta ormeggiata. È anche questa la Svezia che amiamo!

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Dopo quattro giorni sull’isola, l’impressione è quella di un lento e graduale riavvicinamento alla civiltà.
Raggiungiamo Stoccolma con un comodissimo treno in circa un’oretta e, una volta scesi in metropolitana, ci accorgiamo che il biglietto del treno vale per tutto il giorno su tutti i mezzi pubblici. Di più, poiché siamo prossimi al Midsommar, la festa del solstizio d’estate, molto sentita in tutto il nord Europa, nel weekend i mezzi pubblici saranno gratuiti per i bambini.

Il nostro albergo è in centro, anche in questo caso ci affidiamo alla catena Scandic perché ci sembra la soluzione più pratica, oltre che abbastanza economica.

Il tempo di mettere giù i trolley e siamo già fuori a perlustrare il quartiere. Siamo nella zona di Ostermalm, considerato quartiere alla moda, e in effetti la quantità di giovani elegantoni che affollano strade e locali è impressionante.
Non lontano, Gamla Stan, centro storico medievale e nucleo originario della città, dove sorge il Palazzo Reale e si può assistere al cambio della guardia (meno scenografico, per la verità, di quello di Buckingham Palace). Entriamo nella sala sotterranea dei Gioielli della Corona, fiabeschi e spettacolari.
Perdendosi tra le viuzze del quartiere può capitare di giungere in una bella piazzetta con al centro un castagno maestoso. Il bistrot “Under Kastanjen” che sorge lì a fianco sembra fatto apposta per una merenda o spuntino.

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Il giorno dopo, 21 giugno, è la festa di Midsommar e decidiamo di trascorrerla allo Skansen. Gli Svedesi celebrano questa festività molto sentita con gite in campagna, in particolare nella regione del Dalarna, dove sono vive le tradizioni più antiche e più belle. Ma un parco-museo come lo Skansen, ci dicono, in questa occasione fa il pienone.

Allo Skansen, che si trova sull’isola Djurgården, si arriva in 10 minuti di traghetto, in tram o a piedi attraverso un ponte, sormontato dalle statue di quattro divinità norrene. Noi arriviamo in traghetto, eccitati ma anche un po’intimoriti all’idea di trascorrere la giornata in mezzo alla folla festante.
Beh, ci ricrediamo subito: la folla c’è, ed è pure festante, ma tutti gli spazi sono occupati ordinatamente, non ci sono schiamazzi né scene poco piacevoli di degrado o ubriachezza.

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Detta così, si potrebbe pensare a una festa noiosa, invece dgli Svedesi sono allegri, amichevoli, perfettamente attrezzati per il pic nic (pane imburrato, aringhe e patate, salmone marinato, fragole fresche con panna e da bere birretta e grappa-snaps per brindare in compagnia!).

Nella piazza centrale del parco è stato eretto il Majstång o albero di Mezza Estate, attorno al quale si balla per festeggiare il solstizio.

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Per arrivarci, attraversiamo la prima parte di questo museo all’aperto, la cosiddetta “Svezia in miniatura“, con abitazioni, negozi, fattorie ricostruite provenienti da tutta la Svezia e la chiesa di Seglora del XVIII secolo, interamente in legno; dentro le casette, gli abitanti in costume d’epoca sono impegnati nelle diverse attività e nella vendita dei manufatti.

I bambini impazziscono per la casa del vetro e si riempiono le tasche con bellissime pietruzze colorate.

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Fiammetta si fa preparare una corona di foglie e fiori (ci sono dei banchetti in cui servirsi, gratuitamemte, dei materiali) identica a quella che indossa Misa Melkersson in “Vacanze nell’isola dei gabbiani”. Le foglie e i fiori che addobbano il majstång e le corone delle bambine e ragazze sono i simboli di un rito propiziatorio del raccolto e del matrimonio diffuso in tutto il Nord Europa.

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Nel pomeriggio visitiamo lo zoo degli animali scandinavi. Molti sono nascosti nella folta vegetazione, ma riusciamo comunque a vedere alci, renne, orsi, lupi e foche in quantità. È sera ormai, ce ne accorgiamo perché la stanchezza comincia a farsi sentire, mentre il sole è sempre alto in cielo.

Passiamo due ore di relax in tour lungo i canali a bordo di una specie di bateau-mouche.
Gli auricolari in italiano sono indispensbili per apprezzare ciò che si vede. L’attenzione in più: appena saliti a bordo la hostess porta ai bambini album e pastelli per colorare. Non ci siamo ancora abituati a queste gentilezze!
Oltre alla natura – bellissima in centro città, con i bagnanti che prendono il sole e i pescatori seduti a riva con i piedi a mollo – ammiro il quartiere avveniristico di Hammarby Sjöstad che si autoalimenta creando combustibile dai propri rifiuti organici. Sorto su un’area industriale bonificata, il quartiere, che sarà completato nel 2015, nasce come esperimento di vita urbana all’insegna della rinnovabilità e dell’ecosostenibilità. Gli edifici sono affascinanti, con grandi finestre per sfruttare appieno la luce, tanto verde intorno, piste ciclabili e spazi per socializzare.

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(immagine da http://www.symbiocity.org)

E arriva anche l’ultimo giorno della nostra vacanza. Chiudiamo in bellezza con Pippi & co.!

Il programma della giornata prevede la visita allo Junibacken e al più noto Museo Vasa. Dopo una bella colazione a base di waffel e pancake, decidiamo di affrontare subito il celebre vascello affondato nel porto di Stoccolma il 10 agosto 1682, poco dopo il varo.

Da lontano scorgiamo i tre alberi che svettano sopra il tetto del museo, bucandolo, a testimonianza dell’altezza della nave. Una volta entrati, il colpo d’occhio è davvero impressionante, un misto di brivido e ammirazione ci fa letteralmente spalancare la bocca di fronte a tanta maestosità. La nave è enorme, sembra un cetaceo addormentato sul cui dorso alghe e molluschi hanno trovato casa.

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Si possono visitare vari piani, costruiti attorno alla nave, e ognuno riserva delle sorprese. Ci è piaciuta molto la simulazione della vita a bordo (piano 5), ricostruita attraverso un modello a grandezza naturale del ponte di batteria superiore, dove ammirare i vari settori (le cucine, l’infermeria, la falegnameria, ecc.) e gli oggetti originali trovati a bordo. Al piano 6 invece è possibile simulare la partenza del Vasa equipaggiandolo con le vele dell’epoca, modulando la forza del vento, ecc. Bellissime anche le sculture recuperate e restaurate con le brillanti tinte originali.

I maschi si dilungano anche negli altri piani del museo, dove c’è il cantiere navale, la storia del recupero, i combattimenti navali… Io e Fiammetta scalpitiamo per raggiungere il vicinissimo Junibacken, la casa delle fiabe di Astrid Lindgren, degna tappa del nostro viaggio “sulle tracce di”.

Abbiamo letto che lo Junibacken è una sorta di “Casa delle Fiabe” e, varcato l’ingresso, troviamo una piazza con diverse ambientazioni legate ai personaggi delle fiabe popolari svedesi. I bambini si divertono e provano tutti i giochi, noi siamo un po’spaesati perchè non abbiamo punti di riferimento.

Chi sono Rut & Knut & Lilla Tjut? E Mulle Meck? Mah… Trascorriamo una buona mezz’ora con i bambini appesi alle liane, giù dagli scivoli, sulla nave dei pirati e nelle mini-cucine a preparare finti pranzetti (ma non sono un po’grandi per questi giochi, ci chiediamo? evidentemente no…), prima di arrivare alla vera attrazione: il viaggio in seggiovia dentro i romanzi della Lindgren! Sì sì, avete capito bene: una vera seggiovia che attraversa, al buio, in un continuo sali-scendi, molte delle ambientazioni lindgreniane riprodotte con la cura dei diorami.

Ci accomodiamo sul sedile, indossiamo gli auricolari con la spiegazione in italiano e… via! Si parte!
Dall’alto caliamo nell’oscurità verso la fattoria di Emil, intento a issare la sorellina sul pennone della bandiera…

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Poi Poggio di Giugno dove vivono Martina e Lisa con i loro genitori.

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Sobbalziamo quando, con un’improvvisa accelerazione, ci troviamo faccia a faccia con il terribile drago Katla, nemico giurato dei Fratelli Cuordileone, il romanzo bellissimo che stiamo leggendo proprio in quei giorni, durante gli spostamenti in auto.

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E poi, il giovane detective Kalle Blomkvist, la piccola Ronja figlia del brigante Matteo, Karlsson sul tetto, Rasmus e il vagabondo e naturalmente Pippi, a Villa Villacolle con Tommy, Annika & co. Il museo è pieno di oggetti mitici, come gli scritti autografi della Lindgren, o di attrazioni come la casa di Pippi e il suo cavallo.
Tuttavia, dopo avere visto l’originale sull’isola di Gotland non ci fa un grande effetto! Degno di nota il ristorante, che trabocca di golosità di ogni genere.

È l’ultimo pasto svedese che ci concediamo prima di prendere l’autobus che da Stoccolma ci porta a Skavsta, la fine di questo viaggio.

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