Alto Adige: pedalando in Val Venosta

Pedalare per 80 chilometri con i bambini? Si-può-fare!

Se la strada si snoda fra boschi ombreggiati, prati in fiore e laghi blu, in un alternarsi di discese ardite e (piccole) risalite. E se le tappe sono spalmate su due o tre giorni, dipende dall’età e dall’abilità pedalatoria di bimbi e genitori.

Noi lo abbiamo fatto, con cinque bambini di età tra 8 e 11 anni ed è stato bellissimo!

Sfoglia la nostra storia in anteprima!

Partiti dal Passo Resia (Reschenpass), valico alpino a 1.500 metri di altitudine in territorio italiano, ma strategicamente posizionato sul triplice confine con Svizzera e Austria, un sabato di agosto abbiamo iniziato la nostra avventura.

La ciclabile della Val Venosta rappresenta un tratto della storica Via Claudia Augusta, che parte dalla città di Augsburg (Augusta) in Baviera e arriva fino a Trento, dove si biforca per raggiungere rispetivamente Venezia e Mantova. Progettata nel 15 a.C. per collegare le pianure danubiane con il Mar Adriatico e il Po, fu completata circa 60 anni più tardi dall’imperatore Claudio.

Ma torniamo alla nostra pedalata… I dettagli del percorso sono stati discussi a tavolino qualche settimana prima della partenza, senza grossi patemi: avremmo caricato in auto le bici dei bambini e noleggiato in loco quelle degli adulti. Le bici dei grandi – delle normalissime city bike – sarebbero state dotate di comode sacche in cui stipare i bagagli di tutta la famiglia.

Diluendo il percorso in tre tappe, abbiamo prenotato due notti in bed and breakfast: la prima a Glorenza, la seconda a Naturno per arrivare senza stress alla tappa finale di Merano, dove avremmo ripreso contatto con la civiltà urbana dopo due giorni immersi nella natura.

E così è stato. Allacciati i caschi, inforcate le biciclette, subito dopo pranzo abbiamo iniziato a pedalare inseguiti da minacciosi nuvoloni neri, costeggiando il lago di Resia con il suo celebre campanile che emerge dalle acque come la spada Excalibur.

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Dopo qualche chilometro pianeggiante, su stradine sterrate molto ben tenute, costeggiamo il Lago di Muta. Quindi la strada si addentra in un bosco bellissimo, ricco di lunghe e facili discese asfaltate, con le quali i bambini familiarizzano. Lungo il percorso incontriamo diversi ciclisti solitari, qualche gruppo o famiglia, alcuni che percorrono la valle in senso opposto e dunque in salita! Molti chilometri e molte discese dopo, giungiamo a Laudes, dove la strada si fa pianeggiante, e da lì ci dirigiamo verso Malles per una sostanziosa merenda altoatesina prima di riprendere la via per Glorenza, nostra prima tappa.

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Glorenza, cittadina medievale splendidamente conservata, ci accoglie in serata con una festa di piazza. Depositate bici e bagagli, scattata la foto dell’arrivo davanti al nostro Gasthof, ne approfittiamo per un giro a piedi in città e sulle mura. La prima giornata in bici sta per finire: abbiamo percorso poco più di 20 chilometri.

A cena ci attendono i piatti tipici della cucina altoatesina: speck, formaggi, canederli, polenta… e strudel di mele con gelato! Un altro giro e poi tutti a nanna.

La mattina ci svegliamo con tutta calma e, dopo una bella colazione, inforchiamo le bici, direzione Naturno. I bambini si alternano al comando del gruppo, non senza animate discussioni!

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Costeggiando l’Adige, lungo una pista obreggiata e sempre molto ben segnalata, giungiamo a Spondigna e ci fermiamo per una breve sosta intorno a un bellissimo laghetto.

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Lasciamo per un attimo le bici e scopriamo che i laghi sono più di uno, tutti molto ben attrezzati per la pesca o per un veloce ristoro. Una foto ricordo e via, ché la strada è ancora lunga!

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25 chilometri più tardi, tutti percorsi su un tratto pianeggiante circondato da meleti – che da questo momento ci accompagneranno più o meno ininterrottamente fino alla meta – decidiamo di fermarci per pranzare in una locanda con i tavoli all’aperto. Il menu soddisfa tutti, grandi e piccoli!

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Riprendiamo la strada verso Naturno, dobbiamo percorrere ancora una ventina di chilometri che si snodano su un percorso sempre pianeggiante attraverso piccoli borghi e lunghi tratti di campagna. Lungo la strada incontriamo spesso bancarelle non custodite che offrono frutta fresca, bibite e marmellate: si prende ciò che si desidera e si paga lasciando il denaro in una cassettina. Non mancano i punti di assistenza bici in caso di foratura o per riparare un freno rotto.

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Ormai vicini alla nostra meta, ma molto accaldati, facciamo una sosta gelato!

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Arriviamo a Naturno in serata, la Pension Nadine ha camere accoglienti e ci rinfreschiamo subito con una bella doccia. Il sole della giornata ha abbronzato le nostre gambe e braccia che, nonostante la protezione solare, bruciano un po’. Siamo troppo stanchi e affamati per riprendere le bici e raggiungere il ristorante, che dista qualche chilometro. Preferiamo prendere il treno per una sola fermata e poi un taxi, che giunge alla meta dopo diversi tornanti.

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Il Waldschenke è un ristorante particolare, curato nei dettagli, con un arredo in stile e una terrazza molto bella che domina la vallata. I piatti sono quelli tipici della cucina tirolese, la birra è quella buonissima dei paesi di lingua tedesca. Come entrée scelgo una Flaedlesuppe  (zuppa di frittata) coloratissima, grazie ai fiori commestibili.

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Il giorno dopo ripartiamo riposati e carichi di energia: una ventina di chilometri ci separano da Merano, ma quello che ancora non sappiamo è che, poco dopo la partenza, ci attende una lunga e divertentissima discesa in mezzo agli immancabili meleti. I bambini ormai padroneggiano la bicicletta con sicurezza e hanno capito quando è meglio rallentare e quando invece si può lasciar andare la bici un po’di più.

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Prima di entrare in città, ci fermiamo per uno spuntino a base di albicocche, le celebri Marillen che fanno da ingrediente base della Sacher Torte.

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Arrivati a Merano esploriamo in bici la città, poi ci fermiamo per l’ultimo pranzo tirolese al Biergarten della Forst, prima di consegnare le bici e riprendere la strada del ritorno. Il treno della Val Venosta ci riporta fino a Malles, poi un autobus fino al Passo Resia, punto di partenza della nostra mini-avventura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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