Svizzera: lungo il Sentiero delle Fiabe

IMG_1701 (Custom)“Gruetzi!” esclamiamo all’unisono quando sul sentiero incontriamo il primo escursionista della giornata. “Gruetzi mitenand!” risponde quello con un sorriso un po’ stupito.
Queste espressioni, che sembrano codici di un linguaggio segreto, sono i due modi con cui, nelle regioni svizzere di lingua tedesca, si salutano gli sconosciuti. In particolare, il semplice “Gruetzi” si usa quando ci si imbatte in una persona sola, mentre la variante “mitenand” vale per gruppi di persone.
Ndr: lo stupore del viandante si deve con ogni probabilità alla difficoltà di far combaciare l’immagine della chiassosa famigliola italiana a un saluto così intrinsecamente elvetico !

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Insomma, una bella domenica di agosto decidiamo di sfidare le nuvolaglie che salgono nere e minacciose dai fianchi delle montagne e attraverso il Passo del Bernina, sconfiniamo con l’auto in Svizzera e raggiungiamo l’Engadina.
Destinazione il Sentiero delle Fiabe della Val Bever – Märchenweg in tedesco, Senda da Parevlas in lingua romancia – un percorso in mezzo ai boschi pieno di sorprese, che parte dal romantico paesino di Bever e si snoda fino a Spinas, stazione del Trenino Rosso dell’Albula che, insieme alla linea del Bernina, è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.
Ma per oggi lasciamo stare il Trenino Rosso che merita un discorso e – chissà – un post a sè!

A Bever lasciamo l’auto nel parcheggio della piccola stazione. Un cartello ben visibile segnala le tappe del nostro percorso, quindi, zaini in spalla, ci incamminiamo seguendo le indicazioni.

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Dovete sapere che questa gita ha sua una peculiarità ‘tematica’: oltre agli scorci stupendi sul panorama dell’Alta Engadina, offre sei tappe più una dedicate alle fiabe della tradizione locale. Ogni tappa, un librone di legno, un trono per il lettore, tante seggioline ricavate dai tronchi degli alberi e persino una scultura ad opera di artisti del luogo, che descrive il senso di ciascuna fiaba.

La prima tappa si trova nel centro del paese, e precisamente nel piccolo parco giochi della scuola dove, nascosto in un tronco, troviamo il primo libro.

Una città nel bosco è il titolo della prima fiaba, scritta in cinque lingue: romancio, tedesco, francese, inglese e italiano. La scultura che l’accompagna è un’enorme formica di legno, che sovrasta un grande formicaio nelle cui gallerie i bambini si possono infilare.

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Attraversiamo il borgo di Bever ammirando le splendide abitazioni engadinesi decorate con la tecnica dello “sgraffito“.
Oltre ai tipici motivi astratti, sul muro di una casa rosa ci sembra di scorgere anche l’Homo Salvadego, una sorta di Yeti che – si narra – infestasse nei secoli scorsi le valli alpine, dai Grigioni alla Valtellina.

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Ci incamminiamo lungo il sentiero erboso che s’inoltra nel bosco e dietro la curva… voilà! Ecco la seconda scultura, che annuncia la seconda fiaba. Cercare il libro nel tronco, estrarlo e cominciare a sfogliarlo è un’esperienza che riempie di gioia e soddisfazione grandi e piccoli.

Questa volta il titolo è Il bel Gian e la storia ricorda un po’ quella de “Il tesoro e i tre fratelli” dei Grimm.

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“Un bel giorno un padre promise ai suoi tre figli: “Ascoltatemi: adesso avete raggiunto l’età per sposarvi; viaggiateun po’ per il mondo e, quando avrete trovato una sposa, tornate e ditemelo. Ma non dimenticatevi di portarmi qualcosa della vostra sposa in regalo…”

 

Le illustrazioni sono opera dei bambini del luogo. La scultura invece – una nave di ferro – è opera di Not Vital, artista grigionese famoso (anche) per aver disegnato nel 1992 lo Swatch “Wheel Animal”, che non segna l’ora, ma che dà solo un’indicazione generica dello scorrere del tempo.

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Approfittiamo delle belle panche in legno che si trovano lungo il sentiero per improvvisare un pic nic. La caccia alle prossime stazioni prosegue e, armati di mappa, procediamo nel bosco scoprendo via via tutte le tappe.

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La terza tappa è piuttosto scenografica, una specie di torretta – opera di Francis Engels – con tante finestrelle da cui spiare degli gnometti di legno imprigionati. Titolo della fiaba è Specchiolino.

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La quarta tappa è dedicata alla Strega Mirta e l’opera che la accompagna, di Jean Badel, è molto interattiva: accanto a un totem di legno, un primitivo strumento a canne di metallo sembra fatto apposta per essere percosso. Il suono che produce risuona misterioso per la vallata.

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La quinta tappa è un’opera di metallo di Gregor Reich. Si tratta di uno scivolo a forma di fiore che ben accompagna la delicata fiaba del Bambino e la Scala del Cielo.

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Lungo il sentiero ci imbattiamo in un bel fungo colorato, purtroppo velenoso (Amanita muscaria)…

 

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…in un formicaio in grande attività…

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…in un fresca fontana.

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La sesta tappa la scorgiamo da lontano grazie all’imponente scultura di legno di Reto Grond: una strega gigantesca brandisce la pipa che dà il titolo alla sesta fiaba La pipa della strega Ludovica Gobba.

IMG_1666 (Custom)“In un bel bosco viveva almeno da 367 anni una strega. Una dommetta gobba, col mento aguzzo e i capelli grigi…”

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 Attraversato il ponticello sul torrente Beverin giungiamo in pochi passi alla settima e ultima tappa, rappresentata dalla fiaba Compare Orso e Comare Volpe. L’opera che l’accompagna è uno “sgraffito” di Giuliano Pedretti.

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 Scorgiamo la fiabesca stazioncina di Spinas e il rifugio dove ci attende una fresca Rivella, premio meritato di tutte le gite oltreconfine.

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Al rifugio ci si arriva anche in mountain bike lungo una carrozzabile pianeggiante adatta ai bambini. Oppure in carrozza. In questo modo però si saltano le tappe del percorso delle fiabe, e sarebbe un vero peccato!

 

La mappa

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Il percorso

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Da Bever (1707 m) a Spinas (1815 m) si percorrono circa 4,5 chilometri, con un dislivello di circa 100 metri.
A Bever si può lasciare l’auto nel parcheggio a pagamento della stazione (munirsi di franchi svizzeri).

Tempo di percorrenza: 1 ora, ma fermandosi a ogni tappa per leggere la fiaba e giocare con l’installazione, molto di più!

Difficoltà: facile, anche con bambini piccoli.

 

Link utili

Attività in Engadina

Rifugio Spinas

Meteo svizzero

 

Gadget

Il libro “Sentiero delle Fiabe di Val Bever”, disponibile in 5 lingue (romancio, tedesco, francese, italiano, inglese), è acquistabile nelle librerie engadinesi.

 

 

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